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Coppa America, ecco il nuovo Mascalzone
VALENCIA - Va in acqua il secondo Mascalzone Latino che il team sponsorizzato da Capitalia lancia verso la Coppa America. Il battesimo di Ita 99 nella base di Valencia è per scelta una festa riservata a pochi intimi: il team, i familiari e qualche ospite di famiglia. Non c'è glamour e non c'è folla nei vari di questo periodo soprattutto perchè ormai tutti i team sono nella fase della «corsa contro il tempo» e distrarsi con troppe celebrazioni e troppi ospiti non è ciò che desiderano equipaggio e progettisti. La Vuitton Cup comincia il 16 aprile ma già quindici giorni prima bisognerà essere pronti per lìuniveiling day e per le regate di flotta, prologo alla competizione vera e propria degli sfidanti. Meglio guadagnare ogni minuto di tempo, anche mezza giornata può essere preziosa.
Intervista a Onorato: la barca, gli obbiettivi e i confronti di Coppa
«DEDICATO ALLA SQUADRA» - Vincenzo Onorato coltiva il sogno di portare la Coppa America nel golfo di Napoli e assicura che farà di tutto per riuscirci come ha promesso al momento di lanciare la sfida. Oggi comincia il conto alla rovescia e tira le prime somme di questa seconda esperienza in Coppa America: «Quando, nel giugno del 2005, eravamo scesi in campo qui a Valencia per i primi confronti avevo annunciato che l'impegno di noi tutti era quello di essere competitivi - dice l'armatore napoletano - Ora posso confermare che abbiamo creato una squadra che può e vuole fare bene. Avevo promesso che avremmo gettato il cuore oltre l'ostacolo ed è quanto abbiamo fatto tutti, nessuno escluso». Di qui la scelta di un varo per pochi intimi. «Ho voluto riservare questa giornata a quanti, con il loro lavoro e la loro dedizione, hanno contribuito alla realizzazione della nostra seconda barca e quindi nessuna festa particolare e nessun invitato, un bicchiere di champagne e subito al lavoro senza perdere tempo. Ita 99 rappresenta infatti, per il Mascalzone Latino-Capitalia Team, il risultato di due anni di impegno tecnico ed umano. Lo ripeto: il team c'è e ci sono la determinazione e la volontà ed abbiamo le barche ed i mezzi tecnici necessari per competere. Molti, in questi giorni, mi chiedono quali sono i miei pronostici e fino a dove pensiamo di poter arrivare, ma io, da buon napoletano, preferisco non esprimermi. Posso solo dire che l'impegno è stato, ed è, totale: abbiamo costruito due barche, lavorato in mare senza mai smettere, il nostro team è formato da gente di provato valore. In breve, che puntiamo in alto».
MADRINA - Il primo Mascalzone Latino della nuova generazione, Ita 90, era stato varato nell'aprile dello scorso anno. Su quella barca sono stati effettuati molti test ma nessun confronto diretto con le barche nuove degli avversari negli Act disputati a Valencia la scorsa estate. Per Ita 99, Lara Ciribì Onorato, moglie dell'armatore e presidente del team, ha rivestito il ruolo di madrina. Lo scafo di Ita 99 (costruito dalla Marine Composite di Andora, Savona, e completato alla Green Marine di Lymington, in Gran Bretagna) era giunto alla base di Mascalzone Latino Capitalia lunedì e adesso, armato a tempo di record, è pronto a cominciare i test di confronto con Ita 90. Intanto, da Portoferraio sta per partire alla volta di Napoli anche Ita 55, una delle barche-lepre della campagna della Louis Vuitton Cup 2002. Sarà esposta sul molo Beverello, per sottolineare il legame che unisce il team alla città di Napoli. Mascalzone Latino Capitalia Team, tra l'altro, rappresenta alla Vuitton Cup il Reale Circolo Canottieri Savoia e Vincenzo Onorato tra l'altro è al lavoro per realizzare a Napoli una scuola di vela riservata ai ragazzi meno abbienti.