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Yamaha R1 e il suo albero a croce di derivazione racing
       
28 gennaio 2009


La R1 2009 irrompe nel segmento delle supersportive con la prima grande variante tecnica introdotta nello schema del motore quattro cilindri in linea: gli scoppi irregolari. Sound ed erogazione da bicilindrico, ma performance e allungo da quattro cilindri, si uniscono a un controllo del gas e della ruota posteriore mai visto prima d’ora.
Yamaha R1
Scordatevi il suono sibilante dei quattro cilindri in linea conosciuti fino ad oggi. Quegli scarichi rombanti che risuonavano agli alti e bassi regimi come flauti spinti alle alte frequenze sono un ricordo. La Yamaha R1 '09 si incanala sulla strada delle moderne MotoGP e ne ripercorre le scelte tecniche più evidenti, come il motore a scoppi irregolari che trasforma in modo tanto evidente la tipica sonorità di scarico. Il motore è rauco anche quando si viaggia al di sopra dei 10.000 giri/min indicati, mentre al minimo alla voce grossa e tuonante si aggiunge un'evidente irregolarità di risposta tipica dei grossi bicilindrici di casa nostra.

L’elemento tecnologico più significativo di questo nuovo motore compatto ad alte prestazioni è l'albero a croce di derivazione racing, che garantisce una coppia eccezionalmente lineare e gestibile ed elevati livelli di trazione. L’albero a croce ha i perni di biella disposti in modo da ottenere intervalli di accensione di 270º, 180º, 90º, 180º, del tutto diversi rispetto alla sequenza 180º, 180º, 180º, 180º di un motore a 4 cilindri tradizionale. Questa geometria consente di minimizzare la coppia inerziale creata dalle masse in movimento alterno e di ottenere un'ottima spinta ai regimi bassi e medi e un'eccellente linearità di erogazione a qualsiasi regime.

Fa il debutto su questa moto anche la centralina con sistema “D-mode” che prevede tre diverse modalità per la mappatura del motore: Standard, A e B, selezionabili dal pilota in base alle condizioni di guida tramite l'apposito comando sul semimanubrio destro. La modalità Standard è mappata per offrire prestazioni complessive ottimali, la modalità A garantisce una risposta più pronta del motore, mentre la B fornisce un feedback più dolce ai comandi impartiti dal pilota sull'acceleratore.

Questa versione 2009 è un compendio di tutti i più sofisticati sistemi di gestione elettronica progettati da Yamaha, è presente infatti il comando del gas a controllo elettronico YCC-T (Yamaha Chip-Controlled Throttle), il sistema di iniezione elettronica con iniettori secondari, la valvola parzializzatrice allo scarico Ex-up e il sistema che varia la lunghezza dei condotti di aspirazione YCC-I (Yamaha Chip-Controlled Intake) per ottimizzare la respirazione del motore ai diversi regimi di rotazione. Pistoni presso fusi, bielle cementate e nuove tubazioni del liquido di raffreddamento dotate di anima flottante, completano il quadro tecnico di questa nuova, affascinante R1 2009.

La nuova R1 è la tipica moto che in pista non strattona e non impressiona con botte improvvise di coppia, perché il motore ha un’erogazione fenomenale e sorprende per le prestazioni complessive. Delle tre mappature la più gestibile è quella standard, già piuttosto rapida e aggressiva nelle fasi di accelerazione. La mappa B risulta la più efficace quando si utilizza la moto con taratura standard delle sospensioni e soprattutto con pneumatici non in mescola, oppure nell’uso su strada. I nuovi Pilot Power One Pirelli consentono di saggiare appieno le grandi doti ciclistiche della nuova R1. In particolare si fa apprezzare la gestibilità della trazione, con la ruota posteriore che non tende mai a scappare via in modo netto e improvviso, nemmeno esagerando con il gas a moto piegata.

 
» Fonte: Repubblica.it


 
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