¬ Novità auto 2007 e motori ¬ Volkswagen in mano alla Porsche
Fonte www.lastampa.it                       
 
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I giochi sono fatti. Il Gruppo Volkswagen, con i suoi sette marchi, è in mano alla Porsche. Come dire a Ferdinand Piëch, che della Porsche detiene il controllo in qualità di maggior azionista. Pare incredibile. Ci fu un momento, negli Anni ‘80, in cui sembrò che la Volkswagen acquisisse la  Porsche, allora in difficoltà, ma Piëch si oppose fieramente.
Le parti si sono capovolte, la piccola Porsche, da sempre specializzata in vetture sportive, ha alla fine conquistato il gigante di Wolfsburg, primo gruppo europeo per produzione e vendite. Un’operazione che poteva riuscire soltanto a Piëch, classe 1937, nipote per parte di madre (Louise, sorella di Ferry, l’uomo che creò la Porsche come Casa automobilistica) del mitico Ferdinand Porsche, il grande progettista del Maggiolino.
La carriera di Piëch, che dal nonno ha ereditato le capacità tecniche e la finezza intellettuale, è tutta all’ombra di
Volkswagen e Porsche. Prima manager della squadra corse Porsche, poi responsabile tecnico dell’Audi e successivamente presidente, quindi numero 1 di Volkswagen e, a chiudere, presidente del consiglio di sorveglianza, il board che fa e disfa i destini di una società e dei suoi dirigenti. Nello stesso tempo l’ascesa nell’azienda di famiglia, tanto da diventarne, in concreto, il «padrone».
Una storia quasi incredibile, che si è concretata in questi giorni con la decisione della Corte di giustizia europea di abolire la cosiddetta VW Gesetz, la legge tedesca vecchia di quasi mezzo secolo che proteggeva la
Volkswagen da scalate ostili, impedendo a un singolo azionista di possedere più del 20% dei diritti di voto anche controllando una quota superiore del capitale. Oggi la Porsche, che possiede il 27,4%, potrà salire fino al 29,9% (sopra tale limite bisognerebbe lanciare un’Opa ostile) e, soprattutto, potrà avere nel Consiglio di sorveglianza tre posti contro i due del Land della Bassa Sassonia.
In sostanza, la Porsche potrà decidere il futuro del Gruppo e, guarda caso, riconfermare Piëch al vertice del Consiglio stesso. Il quale, nei mesi scorsi, già aveva posto alla presidenza operativa Wendelin Wiediking, suo pupillo e per lunghi anni n. 1 della Porsche. Insomma, se la famiglia Agnelli controlla la Fiat e quella Ford la Ford, d’ora innanzi si potrà anche dire che la famiglia Porsche ha in mano la Volkswagen. «L’Auto del Popolo», voluta da Hitler e ideata dal prof. Porsche, poi diventata nel dopoguerra grande Casa automoblistica, torna, in un certo senso, a casa. Che storia. Da film.