¬ Novità auto 2007 e motori ¬ Nuova Opel GT
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A vederle vicine, parcheggiate sotto le montagne che sovrastano il Palm Desert, fanno un certo effetto. Una rossa e l'altra nera, quasi a simboleggiare un ideologico passaggio di testimone tra due Americhe mai così diverse, quella sognante del '68 e quella nervosa di oggi, impegnata a rinverdire i fasti di uno spirito "cowboy" ormai appannato. Sono lì, le due generazioni di Granturismo, che ammiccano quasi a dire: "scegli me!".
Come a volte accade nella vita la scelta migliore è non scegliere, ma prendere tutto. La buona creanza consiglia prelazione per i più anziani, quindi accomodarsi sulla Opel GT del '68 è un obbligo, oltre che un piacere. Il tragitto è breve ma proporzionato al bisogno di sensazioni d'altri tempi: i 90 cavalli dello scorbutico 1.9 si fanno sentire, destando parecchia curiosità tra i passanti. Il carburatore esercita un certo fascino, specie in chi non ne sospettava l'esistenza. Il resto lo fanno l'assetto stile go-kart e un cambio che non sfigurerebbe nel confronto con alcuni di quelli odierni. Scendere dalla macchina del tempo e chiudersi lo sportello alle spalle significa tornare alla realtà, che ha lo stesso nome della leggenda: Opel GT, appunto. Quella nuova, dove potenza e tecnologia la fanno da padroni, ma che indugia nostalgica nel solco di un passato glorioso: due posti secchi, motore anteriore e trazione posteriore (tripudio degli appassionati), muso allungato e coda tagliata. Certo non avrà più la forma "a bottiglia di Coca-Cola", ma le proporzioni e gli sbalzi ridotti di una roadster classica si.
La GT del '68 era un punto di rottura, un oggetto fuori dagli schemi, inconcepibilmente irrazionale e per questo affascinante. Quella di oggi rappresenta lo "stil novo" Opel, che si spinge oltre gli stereotipi di solidità ed economicità, con un prodotto soprattutto emozionale e capace di accendere la fantasia. Non più dunque, record di spazio e affidabilità. Non più target familiari. Bensì piacere di guida allo stato puro, con assetto sportivo e motore turbo da 260 cavalli: come obiettivo un trionfo d'immagine, più che di vendite. Se vogliamo, l'ennesima potenza del dinamismo di contenuti riscontrato nelle ultime nate di casa Opel, Corsa ed Astra. Non a caso quest'ultima (ma anche l'Antara, col nome di Vue) arriverà anche negli States con il marchio Saturn, come a dire che quello che va bene in Europa si porta anche in America.
In questo gioco d'intrecci, la GT compirà il cammino inverso partendo dagli Usa (sempre marchiata Saturn) e approdando nel vecchio Continente, visto che è stata sviluppata partendo dal prototipo Pontiac Solstice e divide la piattaforma costruttiva di Wilmington (Delaware) con la Saturn Sky. Questione di bilanci e sinergie, non si offendano quei centomila nostalgici che acquistarono la GT dal 1968 al 1973. Anche perché da primavera potranno avere quella nuova, sborsando meno di 30 mila euro. Fantasia? No, ancora una volta realtà.