DL ANTICRISI: COMM.LAVORO, PIU' AMMORTIZZATORI, AIUTI AUTO E BONUS MARONI 7 gennaio
2009 tratto dal Corriere della Sera
Cinque automobili distrutte, collocate in altrettanti punti nevralgici
dell’area comunale: così Vigonza, nel Padovano, lancia una campagna senza
precedenti a favore della sicurezza stradale.
«ILLUSTRARE LA TRAGEDIA» - «Mettere la tragedia davanti agli occhi di tutti
per far pensare»: questa è la riflessione che ha mosso l’ideatore della
campagna choc Roberto Caon, consigliere comunale della Lega Nord con delega
alla Sicurezza. In un territorio cittadino in cui transitano quotidianamente
oltre 20 mila veicoli e gli incidenti - seppur non con cifre elevatissime -
si fanno sentire, è stata lanciata una nuova forma di comunicazione che, a
detta del Comune, ha subito trovato plauso e sostenitori. «Con la mia
automobile macino molti chilometri e mi è capitato una volta di vedere un
incidente mortale, con la vittima ancora stesa a terra e le macchine
distrutte. Quella scena mi ha colpito, mi ha costretto a riflettere, in
qualche modo mi ha cambiato – spiega Caon –. Quindi ho pensato che il fatto
di vedere certe scene, per quanto crude, possa davvero essere motivo di
riflessione e di autoanalisi. Così è nata questa campagna, allestita in un
mese grazie al sostegno del Comune, del comando di polizia locale, di alcune
ditte private che ci hanno fornito le automobili, il necessario per le
istallazioni e i cartelloni».
MESSAGGI IN DIALETTO - Cinque auto, dunque, di diversa grandezza e con
diverse ferite. E sotto ognuna un pensiero o una domanda posta ai passanti.
Sono frasi in dialetto che, tradotte, suonano così: «Corri, corri forte che
dopo corri con questa» (cioè una sedia a rotelle); «Tra la vita e la morte
cosa preferisci? Basta droga e alcol»; «Stanchezza, droga e alcol portano in
questa dimora» (con annessa foto del cimitero); «Non bere tanto, che dopo ti
bevi anche la vita» e infine «Hai tanta voglia di farti pubblicità per
sempre?». La decisione di stampare gli striscioni in dialetto è stata
ragionata ed è scaturita da più fattori: «Volevamo che la gente si fermasse
il tempo necessario a leggere, tradurre e comprendere il messaggio – spiega
Caon – ma soprattutto volevamo parlare ai giovani e agli anziani
indistintamente, a chi è colto e a chi non ha studiato. Senza contare che la
lingua veneta è riconosciuta anche dalla Regione, quindi non c’è niente di
male a usarla» chiude, riferendosi ad alcune polemiche apparse anche nel
quotidiano “Il Mattino di Padova” sull’uso del dialetto, da alcuni ritenuto
discriminatorio.
«OBIETTIVO RAGGIUNTO» - «La campagna è stata già in grado di fare ciò che
speravamo, cioè di attirare l’attenzione dei nostri cittadini che si sono
dimostrati soddisfatti per un’iniziativa che mira a scuotere le coscienze»
commenta il sindaco Nunzio Tacchetto, mentre il comandante della polizia
locale Marco Ferrarella sottolinea: «Questa campagna rientra in un progetto
più ampio di educazione nelle scuole, di incontri con la cittadinanza e di
azioni di prevenzione in genere». A Vigonza nel 2008 si è verificato un
incidente mortale, sei nel periodo 2005-08.